In caso di vizi dell’immobile preso in locazione la normativa di riferimento va cercata nell’art. 1578 c.c. (“Se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili“) e nell’art. 1579 c.c. (“Il patto con cui si esclude o si limita la responsabilità del locatore per i vizi della cosa non ha effetto se il locatore li ha in mala fede taciuti al conduttore oppure se i vizi sono tali da rendere impossibile il godimento della cosa“). (altro…)

Secondo la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 7361/19, “la prova della presenza recente di una macchia d’olio, non prevedibile e dunque non evitabile da parte del Comune a cagione del fatto di essersi formata poco prima dell’incidente, in quanto prova di un fatto esterno al rapporto tra il custode e la cosa, e come tale in grado di costituire da solo causa del danno, grava sul custode medesimo, ossia sull’ente comunale che deve allegare elementi, anche semplicemente fonti di presunzioni, tali da consentire di affermare l’incidenza del fortuito nella causazione dell’evento”. (altro…)

In relazione allle materia per cui è prevista la mediazione obbligatoria, si registra sempre più la tendenza dei tribunali di merito a ritenere necessario, ai fini dell’avveramento della condizione di procedibilità della domanda, che le parti dimostrino di aver proceduto ad un tentativo effettivo di mediazione. (altro…)

Fate attenzione a questa e-mail recapitata da un presunto studio legale. All’apparenza può sembrare una comunicazione seria, da tenere in considerazione.

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