L’infermiere, nel somministrare il farmaco, deve collaborare con il medico e segnalare le eventuali anomali che sia in grado di riscontrare.

La Corte di cassazione, con la sentenza numero 20270/2019 ha precisato che la somministrazione del farmaco è un atto non meccanicistico ma collaborativo con il personale medico, pertanto il personale infermieristico, pur non potendo mettere in discussione le scelte del medico, ha l’onere di richiamare l’attenzione su eventuali errori che è in grado di apprezzare.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 27/03/2019 n° 8461, si è così espressa: “E’ infatti sostenibile il nesso causale tra un comportamento omissivo del medico ed un pregiudizio subito dal paziente in cui un corretto comportamento del dottore avrebbe portato ad evitare il danno verificatosi poi al paziente.
In questo caso il giudice applica la regola della preponderanza dell’evidenza o del più probabile che non al nesso di casualità fra il comportamento del medico e i danni che ha creato al paziente”
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In caso di vizi dell’immobile preso in locazione la normativa di riferimento va cercata nell’art. 1578 c.c. (“Se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili“) e nell’art. 1579 c.c. (“Il patto con cui si esclude o si limita la responsabilità del locatore per i vizi della cosa non ha effetto se il locatore li ha in mala fede taciuti al conduttore oppure se i vizi sono tali da rendere impossibile il godimento della cosa“). (altro…)

Secondo la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 7361/19, “la prova della presenza recente di una macchia d’olio, non prevedibile e dunque non evitabile da parte del Comune a cagione del fatto di essersi formata poco prima dell’incidente, in quanto prova di un fatto esterno al rapporto tra il custode e la cosa, e come tale in grado di costituire da solo causa del danno, grava sul custode medesimo, ossia sull’ente comunale che deve allegare elementi, anche semplicemente fonti di presunzioni, tali da consentire di affermare l’incidenza del fortuito nella causazione dell’evento”. (altro…)

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